Necessitare o non necessitare? Ma è davvero necessario?
Mi imbatto sempre più spesso nell’uso improprio del verbo necessitare, inspiegabilmente utilizzato come rimpiazzo del più comune e chiaro richiedere, aver bisogno, e via dicendo. Non so com’è iniziato quest’abominio linguistico, ma sin dalla prima volta che l’ho sentito pronunciare e l’ho letto mi sono immediatamente rivolto ai dizionari della lingua italiana per capire se c’era effettivamente bisogno (se necessitava?) di usarlo nei normali contesti finora ampiamente soddisfatti da altri sinonimi. Lo Zingarelli definisce necessitare come ‘rendere necessario, indispensabile’, sottolineando come l’uso come intransitivo (ovvero come sinonimo di abbisognare) sia improprio. A parte la forma riflessiva, transitiva o intransitiva e tutte le considerazioni relative all’uso del verbo stesso, resto della mia idea sullo scrivere o il parlare in contesti non particolarmente ‘accademici’, ovvero che il linguaggio utilizzato per rivolgersi al grande pubblico sia lo stesso (nei limiti della decenza e della correttezza linguistica) che usiamo nella nostra quotidianità. Prima di usare parafrasi pompose ed inutilmenet dotte come ‘effettuare’ o ‘necessitare’, quindi, chiedetevi se per esempio a tavola vi verrebbe mai una frase del tipo: ‘Qualcuno mi passerebbe il sale? questa minestra necessità di maggior sapore e vorrei effettuarne una maggior salatura‘.
